I'm no expert, but my opinion is that the excess of precariousness in Italy is largely attributable to the cynicism of many entrepreneurs who have found it useful to increase their margins by reducing labor costs, achieved by imposing insecurity continues to a large number of workers.
In my opinion, it is necessary to leave the business to leverage the flexibility to manage the dynamics of market demand, but flexible working should be paid more than the fixed one. In this condition, it may be acceptable overcoming art. 18, providing, in favor of the worker compensation that involves, to varying degreesdepending on the conditions and context, an economic component and active support aimed at relocating the worker. The compensation should be funded by the company or associations of employers to such an extentas to discourage any form of excess by those entrepreneurs who do not pay attention to the Social Responsibility.
Looking at the innovations that are occurring in Europe, I do not like the reform of Spanish because, in my opinion, it goes in the direction of decreasing the cost of dismissal imposed on companies.
SPUNTI DI VITA QUOTIDIANA
martedì 21 febbraio 2012
Oltre il precariato !
Non sono un esperto, ma la mia opinione è che l’eccesso di precariato in Italia é in buona parte imputabile al cinismo di molti imprenditori, che hanno ritenuto utile incrementare i loro margini attraverso la riduzione del costo del lavoro, ottenuta imponendo la precarietà continua a un gran numero di lavoratori .
A mio avviso, è necessario lasciare alle imprese la leva della flessibilità per gestire le dinamiche delle richieste di mercato, ma il lavoro flessibile deve essere pagato più di quello fisso. In questa condizione, potrebbe essere accettabile il superamento dell’art. 18, prevedendo, a favore del lavoratore, un indennizzo che associ, in misura variabile a secondo delle condizioni e del contesto, una componente economica ed un sostegno attivo finalizzato al ricollocamento del lavoratore. L'indennizzo dovrebbe essere finanziato dall'azienda o da associazioni di categoria degli imprenditori in misura tale da scoraggiare ogni forma di eccesso da parte di quegli imprenditori che risultano poco attenti alla responsabilità sociale dell’impresa.
Osservando le novità che si stanno manifestando in Europa, non mi convince la riforma spagnola che mi sembra andare nella direzione di diminuire il costo del licenziamento a carico delle aziende.
A mio avviso, è necessario lasciare alle imprese la leva della flessibilità per gestire le dinamiche delle richieste di mercato, ma il lavoro flessibile deve essere pagato più di quello fisso. In questa condizione, potrebbe essere accettabile il superamento dell’art. 18, prevedendo, a favore del lavoratore, un indennizzo che associ, in misura variabile a secondo delle condizioni e del contesto, una componente economica ed un sostegno attivo finalizzato al ricollocamento del lavoratore. L'indennizzo dovrebbe essere finanziato dall'azienda o da associazioni di categoria degli imprenditori in misura tale da scoraggiare ogni forma di eccesso da parte di quegli imprenditori che risultano poco attenti alla responsabilità sociale dell’impresa.
Osservando le novità che si stanno manifestando in Europa, non mi convince la riforma spagnola che mi sembra andare nella direzione di diminuire il costo del licenziamento a carico delle aziende.
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domenica 5 febbraio 2012
2012 February 1st: Siena in the snow
Snow makes Siena more fascinating than ever!
Children are very happy and spend a lot of time pulling snowballs and sliding with makeshift sleds.
Children are very happy and spend a lot of time pulling snowballs and sliding with makeshift sleds.
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venerdì 3 febbraio 2012
Sincero spirito democratico o éscamotage gattopardesco?
Da mesi, praticamente tutti i più autorevoli rappresentanti delle Istituzioni e tutte le forze politiche nazionali sono impegnati in ripetuti appelli alla necessità di sostituire il famoso Porcellum con una nuova legge elettorale che restituisca agli elettori il diritto di scegliere, attraverso il meccanismo della preferenza, un Parlamento di eletti, superando lo scempio democratico rappresentato dal Parlamento dei cooptati.
Indubbiamente, il proposito è meritevole in quanto intende restituire agli Italiani la piena sovranità popolare, ma, finora, tanto sforzo democratico non ha prodotto alcun risultato e le difficoltà per trovare un accordo tra i maggiori partiti politici e giungere all'approvazione in Parlamento di un disegno di legge condiviso appaiono molto difficili da essere superate.
In considerazione di tutto ciò, è lecito domandarsi:
Anche nell'eventualità di un ritorno ai collegi uninominali di inizio Seconda Repubblica, ricordiamo tutti i collegi sicuri riservati ai candidati forti e i collegi dubbi o, peggio ancora, predestinati alla sconfitta riservati ai candidati meno forti.
E allora:
Non sarà che tanto slancio democratico rappresenta l'ennesimo éscamotage di una classe politica che ha già più volte applicato la regola gattopardesca di cambiare tutto per non cambiare niente ?
Indubbiamente, il proposito è meritevole in quanto intende restituire agli Italiani la piena sovranità popolare, ma, finora, tanto sforzo democratico non ha prodotto alcun risultato e le difficoltà per trovare un accordo tra i maggiori partiti politici e giungere all'approvazione in Parlamento di un disegno di legge condiviso appaiono molto difficili da essere superate.
In considerazione di tutto ciò, è lecito domandarsi:
Perché i partiti non perseguono lo stesso nobile obiettivo impegnandosi a comporre le schede sulla base delle preferenze espresse dai cittadini nell'ambito di elezioni primarie del singolo partito o della singola coalizione, risparmiando ogni lungaggine parlamentare ?
D'altra parte, un'eventuale riforma elettorale lascerebbe ai partiti/coalizioni la prerogativa di comporre le proprie liste, che sarebbero espressione della volontà dei potentati politici e si tornerebbe, sotto questo punto di vista, alla situazione vigente nella Prima Repubblica, periodo nel quale la volontà popolare ha portato in Parlamento candidati diversi da quelli forti scelti dalle segreterie di partito, soltanto in una percentuale assolutamente marginale dei casi
Anche nell'eventualità di un ritorno ai collegi uninominali di inizio Seconda Repubblica, ricordiamo tutti i collegi sicuri riservati ai candidati forti e i collegi dubbi o, peggio ancora, predestinati alla sconfitta riservati ai candidati meno forti.
E allora:
Non sarà che tanto slancio democratico rappresenta l'ennesimo éscamotage di una classe politica che ha già più volte applicato la regola gattopardesca di cambiare tutto per non cambiare niente ?
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sabato 14 gennaio 2012
La scure del nuovo ingeneroso declassamento
Le principali motivazioni addotte da Standard And Poor's:
1) Le scelte politiche dell’Europa sono ritenute insufficienti e di ciò pagano lo scotto tanti Paesi, ma non la Germania che è propugnatrice delle scelte tanto criticate.
2) L’elevata quota di debito pubblico italiano in mani straniere è visto come un fattore di rischio importante che ha portato S&P ad abbassare la valutazione relativa alla liquidità esterna dell’Italia.
3) Il debito pubblico elevato, il basso tasso di crescita dell’Italia ed il timore di opposizioni interne alle riforme strutturali.
Il punto 1) appare ingeneroso rispetto all’Italia che, sin dal 2008, dimostra grande impegno nelle proprie scelte di rigore ed è costretta a subire, in ambito europeo, l’impostazione di Germania e Francia: è il momento di affermare chiaramente che l’attuale deficitaria impostazione politica della EU deve cambiare e, quindi, Germania e Francia devono condividere il timone almeno con l’Italia e, forse, la Spagna.
Il punto 2) sta nei fatti, ma l’Italia ha sempre onorato il proprio debito e, secondo quanto affermato recentemente dal Presidente Monti, non ci sono motivi di tassi così elevati e, quindi, di rischi particolari per i sottoscrittori.
Il punto 3) appare pretestuoso perché sul contenimento del debito l’Italia ha fatto molto, sulla crescita il Governo sta lavorando e le opposizioni sono parte integrante del gioco democratico. La riduzione del debito pubblico Italiano mediante dismissione parziale del patrimonio nazionale deve, probabilmente, essere la priorità delle prossime settimane.
Non dimentichiamoci che questa fase di pax politica è a termine e, tra un anno, tornerà a pieno regime il teatrino della politica !
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domenica 20 novembre 2011
Il lupo perde il pelo ma non il vizio ...
In questi giorni è il turno dell'ENAV a fornirci un ulteriore conferma dei disdicevoli intrecci che, ormai da lungo tempo, legano la politica ed il mondo degli affari.
Molti nomi sono ciclicamente ricorrenti e, sorprendentemente, li ritroviamo sempre sulla cresta dell'onda e, in alcuni casi, addirittura inamovibili da posizioni di assoluto rilievo.
Dall'altra parte, troviamo una magistratura che continua ad investire il mondo politico-imprenditoriale con indagini ed accuse che sembrano destinate a scuotere quell'equivoco mondo dalle fondamenta e, invece, spesso si risolvono in sentenze incomprensibili ai più.
Al momento, il caso ENAV vede coinvolti i vertici di Finmeccanica ed ENAV ed il tesoriere nazionale dell'UDC.
Ancora una volta, boiardi di stato e politici, ma tutti già coinvolti a vario titolo in molte indagini condotte dalla magistratura e, allora, da comuni cittadini ci si domanda come sia possibile che:
la magistratura non consenta di dirimere in maniera certa il dubbio relativo ai vertici che, da lungo tempo, occupano stabilmente i vertici di Finmeccanica, che è una delle più grosse aziende controllate dallo Stato che detiene più del 32% delle quote azionarie;
le forze politiche non sentano proprio il dovere di garantire che la gestione dei propri beni sia affidata a responsabili di specchiate virtù.
Veniamo da un lungo periodo caratterizzato da una violentissimo contrasto relativo alla qualità ed all'affidabilità della classe politica e l'UDC è stata protagonista di questa stagione, che è sfociata nelle dimissioni del Governo Berlusconi e nella nascita del Governo Monti, ma non è la prima volta che le scelte fatte in merito agli uomini di vertice lasciano almeno perplessi i cittadini comuni.
L'UDC e tutte le altre forze politiche, che intendono giocare un ruolo importante nella nuova fase politica da tutti auspicata, abbiano il coraggio di farsi un esame di coscienza e di fare veramente pulizia al proprio interno !
Molti nomi sono ciclicamente ricorrenti e, sorprendentemente, li ritroviamo sempre sulla cresta dell'onda e, in alcuni casi, addirittura inamovibili da posizioni di assoluto rilievo.
Dall'altra parte, troviamo una magistratura che continua ad investire il mondo politico-imprenditoriale con indagini ed accuse che sembrano destinate a scuotere quell'equivoco mondo dalle fondamenta e, invece, spesso si risolvono in sentenze incomprensibili ai più.
Al momento, il caso ENAV vede coinvolti i vertici di Finmeccanica ed ENAV ed il tesoriere nazionale dell'UDC.
Ancora una volta, boiardi di stato e politici, ma tutti già coinvolti a vario titolo in molte indagini condotte dalla magistratura e, allora, da comuni cittadini ci si domanda come sia possibile che:
Veniamo da un lungo periodo caratterizzato da una violentissimo contrasto relativo alla qualità ed all'affidabilità della classe politica e l'UDC è stata protagonista di questa stagione, che è sfociata nelle dimissioni del Governo Berlusconi e nella nascita del Governo Monti, ma non è la prima volta che le scelte fatte in merito agli uomini di vertice lasciano almeno perplessi i cittadini comuni.
L'UDC e tutte le altre forze politiche, che intendono giocare un ruolo importante nella nuova fase politica da tutti auspicata, abbiano il coraggio di farsi un esame di coscienza e di fare veramente pulizia al proprio interno !
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lunedì 14 novembre 2011
A good beginning bodes well ...
Last Saturday, Italian Parliament passed the Law of Stability and, as agreed, the Berlusconi government resigned and, therefore, Italy hopes to open a page transition towards a future better than the recent past.
Unfortunately, the launch of this new phase does not promise to present large discontinuities in the idea that the Italian political forces have of politics and so yesterday continued the litigation between the parties and, in the evening, the leaders of the forces of the center-left have competed to claim credit for the fall of the government and have continued to fuel the manifestations of their people against the long-time hated enemy.
All this does not seem very helpful when it comes time to face the emergency in the name of the good of Italy!
On the other hand, the collapse of the old government is due, in large part, to the inability of the majority in finding, among its many souls, a positive synthesis that would allow to continue the liberal revolution of which they spoke too much and too little has been achieved.
As for the near future, Italy must address the financial emergency and it would be desirable that this should occur with the honest contribution of all political forces, which will prove able to agree quickly on urgent measures to overcome the emergencies and decant the turbid waters of politics, to return the item to the sovereign people in a political context that we hope very different from today's.
With this in mind, no one should feel the bearer of the verb and no one has to groped strange tricks.
If the emergency government must have a technical meaning, it’s necessary to avoid the inclusion of technicians who have openly sided or, worse still, have previously held ministerial positions in politica government.
if the emergency government must be such, it is unthinkable that her program is the full program of any political force, but it must be able to find a synthesis between the different positions by asking each party to give up some of his political dogmas in the name of the good of Italy.
This is what we expect from the government of the President Napolitano!
Otherwise, we’ll face another flop and a further tightening of the political climate that is not what you need to Italy.
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domenica 13 novembre 2011
Se il buongiorno si vede dal mattino ...
Il Parlamento ha approvato ieri la legge di stabilità e, come concordato, il Governo Berlusconi si è dimesso e, quindi, l'Italia spera di aprire una pagina di transizione verso un futuro migliore del recente passato.
Purtroppo, l'avvio di questa nuova fase non promette di presentare grandi discontinuità sulla concezione che le forze politiche italiane hanno della politica e così anche nella giornata di ieri è continuata la litigiosità tra le parti e, in serata, i leader delle forze del centro-sinistra hanno fatto a gara per rivendicare il merito della caduta del Governo e hanno continuato ad alimentare le manifestazioni del loro popolo verso l'odiato nemico di lungo corso.
Tutto ciò non sembra di grande aiuto nel momento in cui si parla tanto di affrontare l'emergenza in nome del bene dell'Italia!
D'altra parte, in realtà, il crollo del Governo è dovuto, in gran parte. all'incapacità della maggioranza che lo sosteneva di trovare, tra le sue tante anime, una sintesi positiva che consentisse di portare avanti la rivoluzione liberale di cui troppo si è parlato e troppo poco si è realizzato.
Per quanto riguarda il futuro prossimo, l'Italia deve affrontare l'emergenza finanziaria e sarebbe auspicabile che ciò avvenisse con l'onesto contributo di tutte le forze politiche, che dovranno dimostrarsi capaci di trovare un accordo in tempi brevi sulle misure più urgenti per superare l'emergenze e decantare le torbide acque della politica, per restituire la voce al popolo sovrano in un contesto politico che ci auguriamo molto diverso dall'attuale.
In quest'ottica, nessuno deve sentirsi latore del verbo assoluto e nessuno deve tentare giochetti strani.
Se il governo dell'emergenza deve avere una connotazione tecnica, tale deve essere realmente e, quindi, bisogna evitare l'inserimento di tecnici che sono apertamente schierati o, peggio ancora, che hanno già ricoperto incarichi ministeriali nell'ambito di governi politici.
Se il governo dell'emergenza deve essere tale non è pensabile che faccia sue in toto le ipotesi programmatiche di questa o di quella parte politica, ma deve essere capace di trovare la sintesi tra le diverse posizioni chiedendo a ciascuna parte politica di rinunciare ad alcuni suoi dogmi nel nome del bene dell'Italia.
Questo è ciò che ci aspettiamo dal Governo del Presidente !
In caso contrario, ci troveremo di fronte ad un altro flop e, comunque sia, ad un inasprimento ulteriore del clima politico che non è ciò che serve all'Italia.
Purtroppo, l'avvio di questa nuova fase non promette di presentare grandi discontinuità sulla concezione che le forze politiche italiane hanno della politica e così anche nella giornata di ieri è continuata la litigiosità tra le parti e, in serata, i leader delle forze del centro-sinistra hanno fatto a gara per rivendicare il merito della caduta del Governo e hanno continuato ad alimentare le manifestazioni del loro popolo verso l'odiato nemico di lungo corso.
Tutto ciò non sembra di grande aiuto nel momento in cui si parla tanto di affrontare l'emergenza in nome del bene dell'Italia!
D'altra parte, in realtà, il crollo del Governo è dovuto, in gran parte. all'incapacità della maggioranza che lo sosteneva di trovare, tra le sue tante anime, una sintesi positiva che consentisse di portare avanti la rivoluzione liberale di cui troppo si è parlato e troppo poco si è realizzato.
Per quanto riguarda il futuro prossimo, l'Italia deve affrontare l'emergenza finanziaria e sarebbe auspicabile che ciò avvenisse con l'onesto contributo di tutte le forze politiche, che dovranno dimostrarsi capaci di trovare un accordo in tempi brevi sulle misure più urgenti per superare l'emergenze e decantare le torbide acque della politica, per restituire la voce al popolo sovrano in un contesto politico che ci auguriamo molto diverso dall'attuale.
In quest'ottica, nessuno deve sentirsi latore del verbo assoluto e nessuno deve tentare giochetti strani.
Se il governo dell'emergenza deve avere una connotazione tecnica, tale deve essere realmente e, quindi, bisogna evitare l'inserimento di tecnici che sono apertamente schierati o, peggio ancora, che hanno già ricoperto incarichi ministeriali nell'ambito di governi politici.
Se il governo dell'emergenza deve essere tale non è pensabile che faccia sue in toto le ipotesi programmatiche di questa o di quella parte politica, ma deve essere capace di trovare la sintesi tra le diverse posizioni chiedendo a ciascuna parte politica di rinunciare ad alcuni suoi dogmi nel nome del bene dell'Italia.
Questo è ciò che ci aspettiamo dal Governo del Presidente !
In caso contrario, ci troveremo di fronte ad un altro flop e, comunque sia, ad un inasprimento ulteriore del clima politico che non è ciò che serve all'Italia.
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