domenica 12 giugno 2011

La strana bilancia dei potenti della Terra

In molte aree del nostro pianeta sono presenti focolai di guerra o di lotta che hanno le origini più diverse.

In alcuni casi, i mass media dedicano, per periodi più o meno lunghi, grandissima attenzione che poi va gradualmente scemando fino allo spegnimento totale dei riflettori; in altri casi, l'oblio avvolge completamente le situazioni e, semplicemente, non se ne parla e, quindi, la gran parte della popolazione mondiale non è neanche a conoscenza del problema.

Peggio riescono a fare i potenti della Terra che danno l'impressione d'intervenire solo nei casi in cui siano in gioco forti interessi economici diretti dei Grandi Stati o di qualcuno dei grandi gruppi economici che essi esprimono.

Gli ultimi esempi di un lungo elenco che da tantissimi anni continua ad allungarsi sono sotto gli occhi di tutti: la Libia e la Siria.

A seguito dei moto di ribellioni, trasformatisi in insurrezione armata, il regime del colonnello Gheddafi ha risposto usando il pugno di ferro e i paesi occidentali hanno, dapprima, minacciato e poi deciso un intervento militare finalizzato a salvaguardare la popolazione civile martoriata dalla repressione militare del regime.

Casualmente, il maggiore sostenitore dell'intervento militare in Libia è stato il governo francese che si è dimostrato particolarmente interessato a sfruttare la situazione venutasi a creare in Libia per cercare di guadagnare opportunità commerciali per le imprese transalpine, soprattutto quelle attive in ambito energetico.

I risultati dell'azione militare occidentale sono, al momento, almeno dubbi:

a) Il regime di Gheddafi continua a sopravvivere e, di tanto in tanto, prova qualche colpo di coda militare in qualche zona della Libia;
b) l'ONU ha accusato anche gli insorti di crimini di guerra;
c) Gli insorti non danno l'impressione di riuscire a dare la spallata finale al regime;
d) I bombardamenti occidentali proseguono soprattutto su Tripoli, ma gli Stati Uniti si sono molto defilati dal conflitto.

Nel frattempo, anche la Siria è attraversata da manifestazioni popolari che contestano il regime di Assad e anche lì il regime ha risposto con la repressione violenta che, stando ai mass media, avrebbe provocato più di 1.000 vittime tra la popolazione inerme eppure, finora, nessun governo si è fatto paladino di interventi diretti e il massimo sforzo prodotto è rappresentato da inviti diplomatici al regime siriano perché ponga fine alla repressione violenta.


La domanda è:
Perché, ancora una volta, due pesi e due misure ?

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