lunedì 25 luglio 2011

Cosa ci attende dopo la manovra economica ?

Approvata a tempo di record, grazie al pressing effettuato dal Presidente Napolitano, la manovra economica, riteniamo che sia preferibile soffermarsi, piuttosto che sui contenuti della manovra stessa, su quelli che potranno essere le prossime mosse del Governo e del Parlamento in materia economica.

Il Paese necessita, da lunghissimo tempo, di cambiare registro attraverso politiche che siano in grado di iniettare una buona dose di fiducia in una società che nutre sempre maggiori timori sul proprio futuro e, soprattutto, sul futuro delle nuove generazioni, ma, finora, il tempo è trascorso invano: tantissime parole e pochissimi fatti.

Il punto fondamentale da affrontare nel brevissimo è certamente quello della riforma fiscale; difatti, non è più accettabile la netta spaccatura tra coloro, principalmente lavoratori dipendenti e pensionati, che sono sottoposti ad un vero e proprio regime vessatorio e coloro che, invece, sfruttando tutti i pertugi e le scappatoie che le normative esistenti offrono si permettono di eludere e, addirittura, evadere totalmente il dovere civico di contribuire al mantenimento della collettività nazionale in misura proporzionale alle proprie disponibilità.

E' lecito che i tanti cittadini onesti di questo splendido Paese attendano con trepidazione che, finalmente, il connubio tra il potere esecutivo ed il potere legislativo produca quella che, per l'Italia, sarebbe una vera e propria rivoluzione, ovvero UN SISTEMA FISCALE EQUO.

A tal fine, crediamo che sia indispensabile una segmentazione fine della nostra società in modo da individuare delle classi di contribuenti sulla base di disponibilità effettive, determinate tenendo conto del maggior numero possibile di variabili che incidono sul bilancio di ciascun nucleo familiare. Anche prescindendo da tutti i trucchi da azzeccagarbugli cui troppi nostri concittadini ricorrono, in un contesto sociale sempre più complesso e variegato come è quello attuale, non è sufficiente fare riferimento ad un unico elemento, il famigerato REDDITO FAMILIARE.

A parità di reddito, ci si può trovare di fronte a situazioni molto diverse dettate dalle condizioni in cui i diversi nuclei familiari si trovano ad agire e non si tirino in ballo gli assegni familiari, le detrazioni, i rimborsi IRPEF e tutte queste amenità che dovrebbero garantire un minimo di equità di trattamento, ma, obiettivamente, riescono a dare ben poco sollievo alle casse delle famiglie che riescono ad usufruirne.

Rapportare la capacità contributiva di ciascun nucleo familiare ad un'analisi dettagliata delle reali condizioni economiche comporta, a nostro avviso, che si prevedano un congruo numero di classi di contribuenti e, di conseguenza, che si prevedano un numero di aliquote fiscali maggiore di quello attuale, andando nella direzione opposta alla tanto sbandierata riduzione degli scaglioni.

Crediamo che sia inutile e dannoso sostenere la posizione demagogica secondo la quale dobbiamo pagare tutti meno tasse! Se vogliamo mantenere servizi di un certo livello, al di là di combattere gli sprechi, dobbiamo necessariamente convincerci che le tasse vanno pagate, ma devono essere pagate in misura equa ed effettivamente proporzionale alle potenzialità economiche di ciascun nucleo familiare, mettendo da parte ogni sorta di trucco, furberia e piagnisteo.

L'obiettivo può essere sintetizzato così

PAGHIAMO TUTTI PROPORZIONALMENTE ALLA EFFETTIVA CAPACITA' ECONOMICA DELLA NOSTRA FAMIGLIA.

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