La politica italiana non offre un bello spettacolo da moltissimi anni, dalla fase decadente del craxismo in avanti.
La prima fase della Repubblica si è conclusa nell'ignominia di Tangentopoli ed alcuni importanti partiti della tradizione politica italiana sono scomparsi dalla scena.
La seconda fase della Repubblica è stata pervasa dalla contrapposizione tra il berlusconismo e l'antiberlusconismo.
Con il passare degli anni, l'apparente slancio iniziale della proposta berlusconiana, la cosiddetta rivoluzione liberale, è andato scemando e le tanto attese riforme sono rimaste, in gran parte, una chimera.
La situazione attuale è sotto gli occhi di tutti e la politica italiana vive ancora oggi della contrapposizione tra una maggioranza che appare arroccata a difesa delle proprie posizioni ed un'opposizione che non riesce a conquistarsi grandi spazi di credibilità con una proposta politica strutturata e, quindi, vivacchia al grido di Berlusconi a casa !, nella speranza che, un giorno o l'altro, un drappello di congiurati interni alla maggioranza neghi il consenso al governo in occasione di uno dei prossimi voti di fiducia.
In questo contesto, s'inserisce l'iniziativa dei rottamatori del PD che pongono la questione generazionale e si fanno fautori della sostituzione delle figure politiche di lung corso con figure politiche emergenti, tra le quali Matteo Renzi, sindaco di Firenze.
I politici di lungo corso hanno fallito e devono uscire di scena a prescindere dal colore politico di appartenenza: questa è un'opinione ampiamente diffusa nel nostro Paese.
D'altra parte, non crediamo che il rinnovamento anagrafico possa essere sufficiente; difatti, la nuova classe politica dovrà conquistarsi la credibilità bruciata da tanti anni di politica di bassa lega.
Per ottenere questo risultato, è indispensabile elaborare una proposta politica coraggiosa che sappia dare risposte alle richieste della gente e, soprattutto, recuperare quella fiducia nel futuro che la cattiva politica, non solo italiana, e le nefaste congiunture economiche, figlie dell'incapacità della politica di porre freno al dilagare della finanza, hanno bruciato.
D'altra parte, il tempo a disposizione è ormai breve e, quindi, sarebbe auspicabile, a nostro avviso, un passo indietro di tutti i mestieranti della politica che, per il bene dell'Italia, dovrebbero lasciare il passo a persone che, anche prescindendo dall'aspetto anagrafico, siano capaci di anteporre il bene della collettività nazionale ai vantaggi personali o di parte.
Come sarebbe bello che la prossima campagna elettorale potesse svilupparsi intorno ai temi di reale interesse dei cittadini onesti, lasciando nel ripostiglio l'ormai logoro refrain fatto di leggi ad personam (vere o presunte che siano), conflitti d'interesse, complotti mediatico-giudiziari!
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