venerdì 3 febbraio 2012

Sincero spirito democratico o éscamotage gattopardesco?

Da mesi, praticamente tutti i più autorevoli rappresentanti delle Istituzioni e tutte le forze politiche nazionali sono impegnati in ripetuti appelli alla necessità di sostituire il famoso Porcellum con una nuova legge elettorale che restituisca agli elettori il diritto di scegliere, attraverso il meccanismo della preferenza, un Parlamento di eletti, superando lo scempio democratico rappresentato dal Parlamento dei cooptati.

Indubbiamente, il proposito è meritevole in quanto intende restituire agli Italiani la piena sovranità popolare, ma, finora, tanto sforzo democratico non ha prodotto alcun risultato e le difficoltà per trovare un accordo tra i maggiori partiti politici e giungere all'approvazione in Parlamento di un disegno di legge condiviso appaiono molto difficili da essere superate.


In considerazione di tutto ciò, è lecito domandarsi:

Perché i partiti non perseguono lo stesso nobile obiettivo impegnandosi a comporre le liste sulla base delle preferenze espresse dai cittadini nell'ambito di elezioni primarie del singolo partito o della singola coalizione, risparmiando ogni lungaggine parlamentare ? 




D'altra parte, un'eventuale riforma elettorale lascerebbe ai partiti/coalizioni la prerogativa di comporre le proprie liste, che sarebbero espressione della volontà dei potentati politici e si tornerebbe, sotto questo punto di vista, alla situazione vigente nella Prima Repubblica, periodo nel quale la volontà popolare ha portato in Parlamento candidati diversi da quelli forti scelti dalle segreterie di partito, soltanto in una percentuale assolutamente marginale dei casi 


Anche nell'eventualità di un ritorno ai collegi uninominali di inizio Seconda Repubblica, ricordiamo tutti i collegi sicuri riservati ai candidati forti e i collegi dubbi o, peggio ancora, predestinati alla sconfitta riservati ai candidati meno forti.

E allora:

Non sarà che tanto slancio democratico rappresenta l'ennesimo éscamotage di una classe politica che ha già più volte applicato la regola gattopardesca di cambiare tutto per non cambiare niente ?  

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