Non sono un esperto, ma la mia opinione è che l’eccesso di precariato in Italia é in buona parte imputabile al cinismo di molti imprenditori, che hanno ritenuto utile incrementare i loro margini attraverso la riduzione del costo del lavoro, ottenuta imponendo la precarietà continua a un gran numero di lavoratori .
A mio avviso, è necessario lasciare alle imprese la leva della flessibilità per gestire le dinamiche delle richieste di mercato, ma il lavoro flessibile deve essere pagato più di quello fisso. In questa condizione, potrebbe essere accettabile il superamento dell’art. 18, prevedendo, a favore del lavoratore, un indennizzo che associ, in misura variabile a secondo delle condizioni e del contesto, una componente economica ed un sostegno attivo finalizzato al ricollocamento del lavoratore. L'indennizzo dovrebbe essere finanziato dall'azienda o da associazioni di categoria degli imprenditori in misura tale da scoraggiare ogni forma di eccesso da parte di quegli imprenditori che risultano poco attenti alla responsabilità sociale dell’impresa.
Osservando le novità che si stanno manifestando in Europa, non mi convince la riforma spagnola che mi sembra andare nella direzione di diminuire il costo del licenziamento a carico delle aziende.
martedì 21 febbraio 2012
domenica 5 febbraio 2012
2012 February 1st: Siena in the snow
Snow makes Siena more fascinating than ever!
Children are very happy and spend a lot of time pulling snowballs and sliding with makeshift sleds.
Children are very happy and spend a lot of time pulling snowballs and sliding with makeshift sleds.
venerdì 3 febbraio 2012
Sincero spirito democratico o éscamotage gattopardesco?
Da mesi, praticamente tutti i più autorevoli rappresentanti delle Istituzioni e tutte le forze politiche nazionali sono impegnati in ripetuti appelli alla necessità di sostituire il famoso Porcellum con una nuova legge elettorale che restituisca agli elettori il diritto di scegliere, attraverso il meccanismo della preferenza, un Parlamento di eletti, superando lo scempio democratico rappresentato dal Parlamento dei cooptati.
Indubbiamente, il proposito è meritevole in quanto intende restituire agli Italiani la piena sovranità popolare, ma, finora, tanto sforzo democratico non ha prodotto alcun risultato e le difficoltà per trovare un accordo tra i maggiori partiti politici e giungere all'approvazione in Parlamento di un disegno di legge condiviso appaiono molto difficili da essere superate.
In considerazione di tutto ciò, è lecito domandarsi:
Anche nell'eventualità di un ritorno ai collegi uninominali di inizio Seconda Repubblica, ricordiamo tutti i collegi sicuri riservati ai candidati forti e i collegi dubbi o, peggio ancora, predestinati alla sconfitta riservati ai candidati meno forti.
E allora:
Non sarà che tanto slancio democratico rappresenta l'ennesimo éscamotage di una classe politica che ha già più volte applicato la regola gattopardesca di cambiare tutto per non cambiare niente ?
Indubbiamente, il proposito è meritevole in quanto intende restituire agli Italiani la piena sovranità popolare, ma, finora, tanto sforzo democratico non ha prodotto alcun risultato e le difficoltà per trovare un accordo tra i maggiori partiti politici e giungere all'approvazione in Parlamento di un disegno di legge condiviso appaiono molto difficili da essere superate.
In considerazione di tutto ciò, è lecito domandarsi:
Perché i partiti non perseguono lo stesso nobile obiettivo impegnandosi a comporre le liste sulla base delle preferenze espresse dai cittadini nell'ambito di elezioni primarie del singolo partito o della singola coalizione, risparmiando ogni lungaggine parlamentare ?
D'altra parte, un'eventuale riforma elettorale lascerebbe ai partiti/coalizioni la prerogativa di comporre le proprie liste, che sarebbero espressione della volontà dei potentati politici e si tornerebbe, sotto questo punto di vista, alla situazione vigente nella Prima Repubblica, periodo nel quale la volontà popolare ha portato in Parlamento candidati diversi da quelli forti scelti dalle segreterie di partito, soltanto in una percentuale assolutamente marginale dei casi
Anche nell'eventualità di un ritorno ai collegi uninominali di inizio Seconda Repubblica, ricordiamo tutti i collegi sicuri riservati ai candidati forti e i collegi dubbi o, peggio ancora, predestinati alla sconfitta riservati ai candidati meno forti.
E allora:
Non sarà che tanto slancio democratico rappresenta l'ennesimo éscamotage di una classe politica che ha già più volte applicato la regola gattopardesca di cambiare tutto per non cambiare niente ?
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