In data odierna, ho appreso alcune notizie che desidero brevemente commentare.
La prima notizia è quella dell'approvazione dei bilanci dei due rami del Parlamento italiano con una previsione, neanche a dirlo, di aumento delle spese a conferma della frattura sempre più ampia che divide gran parte della società civile dalla casta dei politici. La situazione economica mondiale è preoccupante, quella italiana è ancora peggiore eppure i nostri politici non hanno il pudore di contenere le loro spese né, tanto meno, di dare una sforbiciata ai privilegi di cui godono durante il mandato parlamentare e anche quando dovrebbero tornare a essere cittadini comuni.
I politici ci parlano della necessità di sacrifici e, al tempo stesso, continuano a sguazzare nel loro mondo dorato: che spettacolo indecoroso!
La seconda notizia è quella secondo la quale il Gruppo Sportivo Fiamme Gialle avrebbe acquistato una Porsche Cayenne appositamente equipaggiata per il trasporto dei suoi importanti atleti. Il ritornello è sempre lo stesso: i sacrifici sono necessari, purché siano altri a doverli fare: Vergogna!
La terza e ultima notizia è quella riportata dalla copertina di un noto settimanale: i miliardari continuano la loro vita fatta di agi, ville, yachts e automobili di lusso. In realtà, è la scoperta dell'acqua calda; difatti, è da sempre noto che i momenti di crisi hanno ricadute pressocchè nulle su coloro che possiedono grandi patrimoni e effetti devastanti sui cittadini normali e, ancor di più, su quell più poveri. Ecco perché, al di là delle tante colte dissertazioni, non ci convince lo scenario della flat tax più volte sbandierato dal nostro Governo: ciò che serve e non ulteriormente procrastinabile sono misure serie a supporto delle fasce deboli e delle famiglie che, ormai da parecchi anni, non riescono più a immaginare un futuro sereno per i propri membri.
venerdì 25 luglio 2008
sabato 19 luglio 2008
Il Nord e il Sud: meglio L'Italia !
Il quotidiano Libero del 19 Luglio 2008 titola in prima pagina:
SUD RIPULITO, PAGA IL NORD
L'articolo sottostante, opera del direttore Vittorio Feltri, prende spunto dalla dichiarazione con la quale Berlusconi ha dichiarato conclusa la fase acuta della crisi dei rifiuti a Napoli per articolare un ragionamento che, passando per la distinzione tra le regioni virtuose del Nord e quelle dissipatrici del Sud, giunge a concludere che, ancora una volta, il Nord è stato costretto a pagare per le inadempienze del Sud.
Nessun dubbio che la vicende dei rifiuti in Campania e, in particolare, a Napoli ha rappresentato, sperando che il tempo ne confermi la fine duratura, una pagina vergognosa per l'intero Paese e, soprattutto, per il Mezzogiorno.
Nessun dubbio che le regioni del Sud abbiano da recuperare tanto terreno rispetto alle regioni del Nord.
Intendiamo, però, sollevare qualche osservazione circa il refrain del Nord virtuoso che si fa carico del Sud spendaccione e incapace:
1) Una parte importante dei tantissimi soldi che, sperperati nelle regioni del Sud nel corso della storia dell'Italia repubblicana, è andata, a vario titolo, a gonfiare i portafogli degli imprenditori, delle cooperative e delle aziende del Nord;
2) In questo momento in cui, probabilmente, si andrà verso una revisione dell'organizzazione dello Stato in un'ottica federalista e le regioni del Nord sono attraversate da una forte corrente populista basata su argomentazioni assai simili al refrain sopra citato, a mio avviso, non si fa un buon servizio all'Italia nel sostenere posizioni di parte per il Nord o per il Sud quando il vero tema da porre al centro della discussione sarebbe la questione italiana i cui contenuti sono molto più ampi e molto più seri di queste partigianerie regionalistiche.
SUD RIPULITO, PAGA IL NORD
L'articolo sottostante, opera del direttore Vittorio Feltri, prende spunto dalla dichiarazione con la quale Berlusconi ha dichiarato conclusa la fase acuta della crisi dei rifiuti a Napoli per articolare un ragionamento che, passando per la distinzione tra le regioni virtuose del Nord e quelle dissipatrici del Sud, giunge a concludere che, ancora una volta, il Nord è stato costretto a pagare per le inadempienze del Sud.
Nessun dubbio che la vicende dei rifiuti in Campania e, in particolare, a Napoli ha rappresentato, sperando che il tempo ne confermi la fine duratura, una pagina vergognosa per l'intero Paese e, soprattutto, per il Mezzogiorno.
Nessun dubbio che le regioni del Sud abbiano da recuperare tanto terreno rispetto alle regioni del Nord.
Intendiamo, però, sollevare qualche osservazione circa il refrain del Nord virtuoso che si fa carico del Sud spendaccione e incapace:
1) Una parte importante dei tantissimi soldi che, sperperati nelle regioni del Sud nel corso della storia dell'Italia repubblicana, è andata, a vario titolo, a gonfiare i portafogli degli imprenditori, delle cooperative e delle aziende del Nord;
2) In questo momento in cui, probabilmente, si andrà verso una revisione dell'organizzazione dello Stato in un'ottica federalista e le regioni del Nord sono attraversate da una forte corrente populista basata su argomentazioni assai simili al refrain sopra citato, a mio avviso, non si fa un buon servizio all'Italia nel sostenere posizioni di parte per il Nord o per il Sud quando il vero tema da porre al centro della discussione sarebbe la questione italiana i cui contenuti sono molto più ampi e molto più seri di queste partigianerie regionalistiche.
mercoledì 16 luglio 2008
Adesso servono i fatti!
La grande incidenza dei redditi in nero rispetto al PIL è uno dei grandi mali dell'Italia; difatti, essa altera significativamente la realtà della fotografia fiscale e, quindi, invalida quella parte importante del sistema che è reddito-centrica.
Su Libero Mercato del 16/07/2008, il prof. Bruno Villois sostiene l'opportunità, in questo periodo di forte crisi, di chiudere un occhio sul problema in quanto i redditi in nero rappresenterebbero una sorte di ammortizzatore rispetto agli efetti della crisi.
Se ho interpretato correttamente il significato dell'articolo, ritengo che argomentazioni di questo tipo siano inaccettabili, soprattutto da quella parte importante della popolazione che vive di lavoro dipendente e, quindi, è chiamata a fronteggiare, giorno dopo giorno, difficoltà sempre crescenti, mentre i tanti furbi continuano a godersi impunenmente i frutti della loro condotta fraudolenta.
La mia impressione è che, al di là della classe politica giustamente chiamata in causa da Veneziani sullo stesso giornale, anche la cosiddetta intellighenzia e i rappresentanti di vertice delle associazioni imprenditoriali vivano una condizione di assoluto distacco rispetto alla realtà dei cittadini comuni e ciò è, tendenzialmente, pericolosissimo in quanto rischia di produrre un terreno di coltura molto fertile per tentazioni di deriva populistica le cui dinamiche sono sempre difficilmente prevedibili.
La politica italiana non ha mai avuto il coraggio di affrontare con determinazione il problema dei redditi in nero e, ovviamente, certe scelte sono più facili nei periodi di vacche grasse, ma, adesso, l'equità fiscale e un consistente aiuto alle fasce deboli e alle famiglie sono diventate, a mio parere, priorità improcrastinabili; pertanto, sarebbe auspicabile che l'Esecutivo raccogliesse seriamente questa sfida e dimostrasse, in tempi brevi, di operare realmente nell'interesse complessivo della comunità nazionale.
Su Libero Mercato del 16/07/2008, il prof. Bruno Villois sostiene l'opportunità, in questo periodo di forte crisi, di chiudere un occhio sul problema in quanto i redditi in nero rappresenterebbero una sorte di ammortizzatore rispetto agli efetti della crisi.
Se ho interpretato correttamente il significato dell'articolo, ritengo che argomentazioni di questo tipo siano inaccettabili, soprattutto da quella parte importante della popolazione che vive di lavoro dipendente e, quindi, è chiamata a fronteggiare, giorno dopo giorno, difficoltà sempre crescenti, mentre i tanti furbi continuano a godersi impunenmente i frutti della loro condotta fraudolenta.
La mia impressione è che, al di là della classe politica giustamente chiamata in causa da Veneziani sullo stesso giornale, anche la cosiddetta intellighenzia e i rappresentanti di vertice delle associazioni imprenditoriali vivano una condizione di assoluto distacco rispetto alla realtà dei cittadini comuni e ciò è, tendenzialmente, pericolosissimo in quanto rischia di produrre un terreno di coltura molto fertile per tentazioni di deriva populistica le cui dinamiche sono sempre difficilmente prevedibili.
La politica italiana non ha mai avuto il coraggio di affrontare con determinazione il problema dei redditi in nero e, ovviamente, certe scelte sono più facili nei periodi di vacche grasse, ma, adesso, l'equità fiscale e un consistente aiuto alle fasce deboli e alle famiglie sono diventate, a mio parere, priorità improcrastinabili; pertanto, sarebbe auspicabile che l'Esecutivo raccogliesse seriamente questa sfida e dimostrasse, in tempi brevi, di operare realmente nell'interesse complessivo della comunità nazionale.
domenica 13 luglio 2008
La Chiesa Cattolica e i misteri Orlandi e De Pedis
Nel corso delle scorse settimane, le pagine di cronaca di tutti i giornali italiani sono tornate ad occuparsi ampiamente del caso della scomparsa di Emanuela Orlandi e di quello della tumulazione di un boss della banda della Magliana in una delle più importanti basiliche della Chiesa Cattolica.
Lo spunto è stato fornito dalle rivelazioni, o presunte tali, fatte dalla donna di questo boss, Enrico De Pedis detto Renatino. che ha tirato in causa pesantemente un importante e, peraltro, discusso prelato, ovvero l'ex cardinale Marcinkus che, esiliato da Giovanni Paolo II, è morto alcuni anni or sono negli Stati Uniti.
Queste due vicende hanno segnato in maniera profonda la coscienza di tutti i cittadini e, forse, dei cattolici in modo particolare; difatti, dal momento della sua scomparsa, non è stata raccolta alcuna notizia certa in merito alla sorte della giovanissima Emanuela Orlandi e, d'altra parte, il permanere della tomba di un boss, peraltro morto ammazzato, all'interno di uno dei principali luoghi di culto della Chiesa Cattolica è un evento inquietante e inspiegabile agli occi della società civile.
Le dichiarazioni della teste hanno posto nuovamente in evidenza i torbidi intrecci tra politica, criminalità, settori deviati dello Stato italiano e esponenti importanti delle gerarchie ecclesiastiche; pertanto, a tanti anni di distanza, ci sembra doveroso rivolgere un appello a Sua Santità Benedetto XVI affinché la Chiesa Cattolica trovi la forza e, se necessario, il coraggio di chiarire in quali intrecci sono, eventualmente, rimasti coinvolti suoi esponenti di rilievo e, soprattutto, ponga fine alla permanenza in un importante luogo di culto della salma di un malavitoso: la Chiesa Cattolica non può permettere che ombre così pesanti gravino sulla sua indiscutibile autorità morale; pertanto, se errori sono stati commessi, è necessario che le sue più aòte gerarchie li denuncino e vi pongano rimedio.
Lo spunto è stato fornito dalle rivelazioni, o presunte tali, fatte dalla donna di questo boss, Enrico De Pedis detto Renatino. che ha tirato in causa pesantemente un importante e, peraltro, discusso prelato, ovvero l'ex cardinale Marcinkus che, esiliato da Giovanni Paolo II, è morto alcuni anni or sono negli Stati Uniti.
Queste due vicende hanno segnato in maniera profonda la coscienza di tutti i cittadini e, forse, dei cattolici in modo particolare; difatti, dal momento della sua scomparsa, non è stata raccolta alcuna notizia certa in merito alla sorte della giovanissima Emanuela Orlandi e, d'altra parte, il permanere della tomba di un boss, peraltro morto ammazzato, all'interno di uno dei principali luoghi di culto della Chiesa Cattolica è un evento inquietante e inspiegabile agli occi della società civile.
Le dichiarazioni della teste hanno posto nuovamente in evidenza i torbidi intrecci tra politica, criminalità, settori deviati dello Stato italiano e esponenti importanti delle gerarchie ecclesiastiche; pertanto, a tanti anni di distanza, ci sembra doveroso rivolgere un appello a Sua Santità Benedetto XVI affinché la Chiesa Cattolica trovi la forza e, se necessario, il coraggio di chiarire in quali intrecci sono, eventualmente, rimasti coinvolti suoi esponenti di rilievo e, soprattutto, ponga fine alla permanenza in un importante luogo di culto della salma di un malavitoso: la Chiesa Cattolica non può permettere che ombre così pesanti gravino sulla sua indiscutibile autorità morale; pertanto, se errori sono stati commessi, è necessario che le sue più aòte gerarchie li denuncino e vi pongano rimedio.
mercoledì 9 luglio 2008
L'ostentazione della Casta
L'Italia si trascina da molti anni nel suo stato di perenne crisi, è un paese spaccato a metà in cui tante famiglie si trovano, ogni giorno di più, a lottare per sopravvivere e tante altre lasciano trasparire un tenore di vita decisamente superiore alla media.
In questo contesto, non è possibile non notare l'ostentazione di una parte importante del ceto politico che, sempre più spesso, popola i giornali di ogni genere con l'ostentazione del proprio benessere economico e della propria arroganza.
La classe politica italiana beneficia certamente di trattamenti economici che la mettono al riparo da ogni ipotesi di necessità di lottare per la sopravvivenza e ciò nonostante la pessima gestione della res publica che ha portato l'Italia nella sua situazione attuale.
Eppure, questa stessa classe politica non sente nemmeno la necessità di essere pudica di fronte allo stato di sofferenza in cui si dibatte una parte importante della popolazione e, anzi, con la massima sfrontatezza ostenta comportamenti da nababbi: yacht, velieri, soggiorni lussuosi, ville da favola, ...
Sarebbe auspicabile che coloro i quali, almeno fino ad ora, non sono riusciti a trovare il bandolo della matassa di questa crisi persistente mantenessero una condotta più austera per solidarietà con quella gran parte della popolazione che è costretta a tirare sempre di più la cinghia.
Nulla di tutto ciò: senza ritegno molti personaggi che hanno vissuto e continuano a vivere quasi esclusivamente di politica, si comportano alla stregua di divi di Hollywood e offrono continui spunti per riempire le pagine di gossip di tutte le diverse testate giornalistiche.
Un nome per tutti è quello dell'on. Gianfranco Fini, presidente della Camera, che si distingue in maniera particolare per la frequenza con la quale si rende protagonista, insieme con la sua attuale compagna di vita, di momenti di vita sfarzosa.
Un invito cortese: smettetela di ostentare lo stato di privilegiati che avete raggiunto, rafforzato e perpetrato alle spalle di un popolo italiano che ha una sola grande colpa che è quella di avere questa classe politica che, sostanzialmente, rende vano l'esercizio del voto perchè se non è zuppa è panbagnato.
In questo contesto, non è possibile non notare l'ostentazione di una parte importante del ceto politico che, sempre più spesso, popola i giornali di ogni genere con l'ostentazione del proprio benessere economico e della propria arroganza.
La classe politica italiana beneficia certamente di trattamenti economici che la mettono al riparo da ogni ipotesi di necessità di lottare per la sopravvivenza e ciò nonostante la pessima gestione della res publica che ha portato l'Italia nella sua situazione attuale.
Eppure, questa stessa classe politica non sente nemmeno la necessità di essere pudica di fronte allo stato di sofferenza in cui si dibatte una parte importante della popolazione e, anzi, con la massima sfrontatezza ostenta comportamenti da nababbi: yacht, velieri, soggiorni lussuosi, ville da favola, ...
Sarebbe auspicabile che coloro i quali, almeno fino ad ora, non sono riusciti a trovare il bandolo della matassa di questa crisi persistente mantenessero una condotta più austera per solidarietà con quella gran parte della popolazione che è costretta a tirare sempre di più la cinghia.
Nulla di tutto ciò: senza ritegno molti personaggi che hanno vissuto e continuano a vivere quasi esclusivamente di politica, si comportano alla stregua di divi di Hollywood e offrono continui spunti per riempire le pagine di gossip di tutte le diverse testate giornalistiche.
Un nome per tutti è quello dell'on. Gianfranco Fini, presidente della Camera, che si distingue in maniera particolare per la frequenza con la quale si rende protagonista, insieme con la sua attuale compagna di vita, di momenti di vita sfarzosa.
Un invito cortese: smettetela di ostentare lo stato di privilegiati che avete raggiunto, rafforzato e perpetrato alle spalle di un popolo italiano che ha una sola grande colpa che è quella di avere questa classe politica che, sostanzialmente, rende vano l'esercizio del voto perchè se non è zuppa è panbagnato.
martedì 1 luglio 2008
Governo nuovo ... storie vecchie
Il nuovo governo Berlusconi si è insediato da poche settimane e l'Italia si ritrova a vivere un film già visto: grande impegno dell'esecutivo nell'affrontare i temi della giustizia in un'ottica che, però, appare essere prevalentemente quella di rintuzzare l'uso politico del potere giudiziario da parte di un'attiva minoranza della casta togata.
L'attenzione mediatica e quella istituzionale sono concentrate sui vibranti scontri tra Esecutivo e opposizione, tra Esecutivo e CSM (che tutto dimostra di essere tranne che un organo super partes) e, nel frattempo, i problemi del Paese restano lì e continuano ad aggravarsi.
D'altra parte, si dirà, l'ICI sulla prima casa è stata abolita, la Robin Hood tax è stata definita e un primo intervento sula detassazione degli strardinari è stato approvato.
Vero, ma l'Esecutivo e il presidente Berlusconi in primis deono rendersi conto che, alla fine i provvedimenti di cui sopra sono ben poca cosa in uno scenario caratterizzato da un'inflazione a livelli record degli ultimi 12 anni e da una crescita irrefrenabile delle tariffe dei servizi.
L'abolizione dell'ICI ha rappresentato la doverosa realizzazione di una promessa elettorale, ma, in realtà, ha un impatto mediatico che va ben al di là del beneficio reale per le famiglie interessate, ma non apporta alcun beneficio a quelle famiglie che non possiedono beni immobili e si trovano a dovere pagare dei canoni di locazione sempre più alti e, d'altra parte, rischia di attivare il perverso meccanismo in base al quale le Amministrazioni Locali potrebbero scaricare sui cittadini il peso del mancato gettito ICI.
La Robin Hood tax ha dei contenuti potenzialmente interessanti in quanto rivolta a colpire petrolieri e banche che, indubbiamente, sono tra le categorie che maggiormente hanno tratto benefici dalle speculazioni e dalle condizioni applicate ai Clienti, ma, anche in questo caso, il pericolo è dietro l'angolo e, quindi, l'Esecutivo dovrà vigilare e intervenire prontamente per evitare che l'onere dell'imposta venga scaricato sui consumatori e l'impennata fatta registrare, nei giorni scorsi, dalla Borsa dell'Energia Elettrica non è per nulla incoraggiante.
La misura introdotta per la detassazione degli straordinari sarà anche stata la migliore possibile, ma, viste le condizioni d'accesso, interesserà un numero ridotto di famiglie e, comunque sia, apporterà a questi nuclei familiari un beneficio economico di pochi euro al mese.
In conclusione, un fermo invito all'Esecutivo: Intervenite al più presto in favore delle tante famiglie italiane che vedono rapidamente decrescere il potere d'acquisto dei propri introiti e guardano al proprio futuro con preoccupazione crescene di giorno in giorno!!
In un Paese diviso tra evasori e cittadini spremuti dal Fisco e pesantemente colpito da lunghi anni di crisi, non è più possibile che l'Esecutivo si trastulli con provvedimenti che, a torto o a ragione, appaiono d'interesse primario del Presidente del Consiglio e non certamente delle famiglie.
Gli evasori vanno colpiti duramente perchè compiono un crimine contro la comunità nazionale e, quindi, non bisogna avere pudore nel prevedere l'applicazione di un crescendo di misure punitive che vadano dalle multe, alle confische e fino a pene detentive effettive.
Il popolo Italiano ha conferito la propria fiducia al presidente Berlusconi e alla coalizione Pdl-Lega e, adesso, si attende un grande impegno dell'Esecutivo per ripagare questa fiducia, creando una nuova prospettiva di serenità per le famiglie italiane!!!!
L'attenzione mediatica e quella istituzionale sono concentrate sui vibranti scontri tra Esecutivo e opposizione, tra Esecutivo e CSM (che tutto dimostra di essere tranne che un organo super partes) e, nel frattempo, i problemi del Paese restano lì e continuano ad aggravarsi.
D'altra parte, si dirà, l'ICI sulla prima casa è stata abolita, la Robin Hood tax è stata definita e un primo intervento sula detassazione degli strardinari è stato approvato.
Vero, ma l'Esecutivo e il presidente Berlusconi in primis deono rendersi conto che, alla fine i provvedimenti di cui sopra sono ben poca cosa in uno scenario caratterizzato da un'inflazione a livelli record degli ultimi 12 anni e da una crescita irrefrenabile delle tariffe dei servizi.
L'abolizione dell'ICI ha rappresentato la doverosa realizzazione di una promessa elettorale, ma, in realtà, ha un impatto mediatico che va ben al di là del beneficio reale per le famiglie interessate, ma non apporta alcun beneficio a quelle famiglie che non possiedono beni immobili e si trovano a dovere pagare dei canoni di locazione sempre più alti e, d'altra parte, rischia di attivare il perverso meccanismo in base al quale le Amministrazioni Locali potrebbero scaricare sui cittadini il peso del mancato gettito ICI.
La Robin Hood tax ha dei contenuti potenzialmente interessanti in quanto rivolta a colpire petrolieri e banche che, indubbiamente, sono tra le categorie che maggiormente hanno tratto benefici dalle speculazioni e dalle condizioni applicate ai Clienti, ma, anche in questo caso, il pericolo è dietro l'angolo e, quindi, l'Esecutivo dovrà vigilare e intervenire prontamente per evitare che l'onere dell'imposta venga scaricato sui consumatori e l'impennata fatta registrare, nei giorni scorsi, dalla Borsa dell'Energia Elettrica non è per nulla incoraggiante.
La misura introdotta per la detassazione degli straordinari sarà anche stata la migliore possibile, ma, viste le condizioni d'accesso, interesserà un numero ridotto di famiglie e, comunque sia, apporterà a questi nuclei familiari un beneficio economico di pochi euro al mese.
In conclusione, un fermo invito all'Esecutivo: Intervenite al più presto in favore delle tante famiglie italiane che vedono rapidamente decrescere il potere d'acquisto dei propri introiti e guardano al proprio futuro con preoccupazione crescene di giorno in giorno!!
In un Paese diviso tra evasori e cittadini spremuti dal Fisco e pesantemente colpito da lunghi anni di crisi, non è più possibile che l'Esecutivo si trastulli con provvedimenti che, a torto o a ragione, appaiono d'interesse primario del Presidente del Consiglio e non certamente delle famiglie.
Gli evasori vanno colpiti duramente perchè compiono un crimine contro la comunità nazionale e, quindi, non bisogna avere pudore nel prevedere l'applicazione di un crescendo di misure punitive che vadano dalle multe, alle confische e fino a pene detentive effettive.
Il popolo Italiano ha conferito la propria fiducia al presidente Berlusconi e alla coalizione Pdl-Lega e, adesso, si attende un grande impegno dell'Esecutivo per ripagare questa fiducia, creando una nuova prospettiva di serenità per le famiglie italiane!!!!
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